Guinzaglio in Italia: l’ordinanza comunale fa la mappa

Non esiste una stagione nazionale di sfogo. In città il guinzaglio è la regola. L’area cani è l’eccezione.

In Italia non esiste una stagione nazionale di sfogo. In città il guinzaglio è la regola. L’area cani è l’eccezione. L’ordinanza comunale, o il regolamento di polizia urbana, disegna la mappa. Lo Stato mette un pavimento, non un diritto a lasciare il cane libero nel parco.

Chi mette la regola

Due strati, nello stesso marciapiede.

Il primo è nazionale. L’ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013, concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, obbliga a usare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a 1,50 metri nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni. Devi portare con te una museruola, rigida o morbida, da applicare in caso di rischio o su richiesta delle autorità. In ambito urbano raccogli le feci e tieni con te gli strumenti per farlo. Il proprietario è sempre responsabile del controllo. Chi detiene il cane di un altro ne assume la responsabilità per quel periodo.

Non è una legge permanente. È un’ordinanza contingibile, rinnovata di anno in anno. Da ultimo l’ha prorogata l’ordinanza 10 luglio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Il Ministero della Salute pubblica il testo vigente. Non copiare una scheda di tre estati fa.

Il secondo strato è il comune. L’ordinanza del sindaco, il regolamento di polizia urbana, il regolamento del verde e il regolamento sulla tutela degli animali stringono o precisano: dove sta l’area cani, dove è vietato l’accesso, se il parco ha un orario, se la spiaggia è chiusa in stagione. La polizia locale la applica. L’ufficio verde o benessere animali pubblica l’elenco.

A Torino il regolamento di Polizia Urbana tiene il cane al guinzaglio in tutta la città, comprese le aree verdi pubbliche. L’eccezione è l’area cani recintata. A Milano, dentro l’area cani il cane può muoversi senza guinzaglio e senza museruola, sotto vigilanza; fuori, torni alla regola. Non copiare il cartello di una città sulla successiva.

Cosa dice lo Stato, e cosa no

Il microchip è strato nazionale. La legge 14 agosto 1991, n. 281, ha istituito l’anagrafe canina. Dal 1° gennaio 2005 il microchip è l’unico sistema identificativo nazionale. Il Ministero della Salute indica di far identificare e registrare il cane dal veterinario entro il secondo mese di vita, e di chiedere il certificato di iscrizione. Le regioni gestiscono l’anagrafe. I termini di iscrizione e le sanzioni stanno nella norma regionale. Non inventarli.

La museruola, nello strato nazionale, non è da tenere sempre indossata. È da portare con sé. Si applica se c’è rischio per persone o animali, o se lo chiedono le autorità. I comuni e i regolamenti di trasporto possono pretendere di più: museruola indossata sul bus, museruola e guinzaglio insieme per i cani iscritti nel registro dei servizi veterinari per rischio elevato di aggressività. Quei proprietari, secondo la stessa ordinanza, stipulano anche una polizza di responsabilità civile. Non è la regola di tutti i cani.

Non esiste un diritto nazionale alla «libera». L’ordinanza del 2013 non apre i parchi. Apre solo le aree per cani che il comune ha individuato.

Strada, parco, area cani

In strada il cane va al guinzaglio. La misura nazionale è 1,50 metri. Un guinzaglio estensibile più lungo non è un’eccezione. Un marciapiede largo non lo è. Un prato senza cartello non lo è.

Il parco pubblico è ancora città, se il comune non ha detto altro. A Torino lo dice esplicitamente: anche il verde pubblico vuole il guinzaglio. A Roma il regolamento sulla tutela degli animali consente l’accesso ai giardini e ai parchi con guinzaglio, salvo divieto segnalato, e vieta l’accesso nel raggio di cento metri dalle aree giochi per bambini. Quella distanza è norma capitolina, non nazionale. Leggi il cartello del comune in cui sei.

L’area cani è l’eccezione recintata. Cancello, recinto, cartello del comune. Dentro, se il cartello lo dice, il cane può correre senza guinzaglio, sotto la tua responsabilità. Fuori dal cancello sei di nuovo in strada. Un prato attaccato alla rete non è l’area. Un viale che passa davanti al cancello, nemmeno.

L’elenco delle aree lo pubblica il comune. A Milano sta sulla pagina «Aree cani» e nel dataset open data. A Torino il comune pubblica l’elenco completo. Quella lista cambia. Non è un registro nazionale.

Spiagge

La spiaggia non ha una legge nazionale sul cane. Non c’è un calendario estivo unico. C’è l’ordinanza balneare del comune, a volte in attuazione di una norma regionale.

Comacchio, nell’ordinanza n. 29 del 28 maggio 2026, lo mostra come tipo. In stagione balneare l’accesso dei cani non è libero su tutto il litorale. È consentito negli stabilimenti che hanno presentato SCIA per una zona riservata, e in tratti di spiaggia libera che l’ordinanza elenca e delimita. Resta il divieto di sosta e passeggiata sulla battigia. Il comune pubblica la mappa di quell’anno. Un altro comune pubblica un’altra mappa, o un divieto più ampio, o un tratto attrezzato.

Un pittogramma di cane barrato sulla passerella è divieto di accesso, non «al guinzaglio sì». Un recinto in un angolo della spiaggia è il terzo tipo. Non portarti dietro la stagione di un altro litorale.

Trasporto

Il mezzo pubblico non copia l’ordinanza del parco. Ha un regolamento proprio.

Ad ATAC, a Roma, i cani di piccola e media taglia salgono al guinzaglio e con museruola a paniere. Al massimo due per vettura. Accesso dalla parte posteriore dei bus e dal primo e dall’ultimo vagone della metropolitana. Il cane guida per non vedente viaggia gratis. Gli altri pagano la tariffa ordinaria. ATAC pubblica le condizioni. Non inventare il prezzo del biglietto.

Ad ATM, a Milano, guinzaglio e museruola. Un solo cane per vettura. Accesso vietato nelle fasce di maggior traffico: 7.30–9.30 e 17.30–20.30. Il cane guida è eccezione, anche di orario. Ogni rete ha le sue fasce. Non portare l’orario di Milano sul bus di Roma.

Cosa controlla un visitatore

Tre posti, prima di slacciare. Il cartello dove sei. L’ordinanza o il regolamento del comune, più l’ordinanza ministeriale vigente. L’elenco delle aree cani che pubblica quel comune, non una lista di tre estati fa.

Porta la museruola. Porta i sacchetti. Raccogli. Un cane nel registro veterinario per rischio elevato non si slaccia perché il recinto è chiuso.

Guarda il cartello e l’ordinanza del comune. La pagina dell’Italia è su frihund.eu/it.

Fonti

  1. Ministero della Salute — Tutela dall'aggressione dei cani
  2. Gazzetta Ufficiale — Ordinanza 6 agosto 2013 (13A07313)
  3. Gazzetta Ufficiale — Ordinanza 10 luglio 2025, proroga (25A04616)
  4. Ministero della Salute — Microchip e registrazione
  5. ATAC — Sulle vetture posso trasportare animali?
  6. ATAC — Bambini e animali (Condizioni generali di trasporto)
  7. ATM — Norme di comportamento, trasporto animali
  8. Comune di Milano — Aree cani
  9. Comune di Milano — Open data, localizzazione aree cani
  10. Città di Torino — Le aree cani
  11. Comune di Comacchio — Ordinanza n. 29 del 28/05/2026 (spiagge)